12 March 2019

Adwoa Aboah: Mattel dedica una barbie alla modella attivista

Adwoa Aboah

Per il sessantesimo anniversario, Mattel ha deciso di ripensare la sua storica bambola: la Barbie. Non più solo bionde, magre e bianche come latte, le nuove Barbie sono un inno alla diversità perché hanno le sembianze di tante donne differenti, per taglia, stile e colore della pelle. Una di queste donne è Adwoa Aboah, classe 1992. Considerata come una delle 50 top più influenti del pianeta dal sito Models.com, Adwoa Aboah ha posato per tantissimi grandi marchi, da Chanel a Calvin Klein passando per Versace e Fendi. Di speciale, la modella inglese, ha una bellezza tutt’altro che standard, fatta di lentiggini che le punteggiano il viso e di capelli cortissimi. La Barbie che ne riprende le sembianze (lentiggini incluse) è stata lanciata questo 8 marzo per celebrare la giornata della donna in modo nuovo, mostrando alle bambine come esempi non scontati di femminilità siano attrattivi tanto quanto quelli più massificati e forse anche di più. A colpire di Adwoa Aboah, oltre alla bellezza insolita, è il carattere. La modella, che appartiene alla nobiltà inglese, è infatti anche attivista. Dopo un passato turbolento fatto di droga e di depressione che l’ha portata in rehab, Adwoa Aboah è riuscita a salvarsi e ha fatto tesoro della sua esperienza lanciando un sito, Gurls Talk. Qui le giovanissime possono parlare senza tabù di quello che vogliono e darsi utili consigli. Paladina della solidarietà femminile, Adwoa Aboah è stata considerata da Mattel come un modello positivo ed è stata perciô inserita nella lista delle nuove Barbie, o forse dovremmo dire delle nuove eroine: le Sheroes. Ognuna di loro ha le sembianze di una donna d’eccezione, sia essa un’artista, una politica oppure una sportiva. Nella versione Sheroes, Adwoa Aboah veste Halpern e ha, ai piedi, dei sandali con suola rossa, chiaramente Louboutin.

Mattel

Irene Sartoretti
Sono nata nel 1982 a Perugia. Da sociologa, mi occupo di culture contemporanee. Ma siccome sono anche architetta, non potevo certo dimenticare l’estetica. Forse perché sono italiana di nascita e francese di adozione, mi trovo particolarmente a mio agio a parlare e scrivere di moda. Oltre a scrivere per il blog di Drezzy e altre riviste, mi occupo di marketing e insegno alla Scuola di Architettura di Strasburgo. L’anno scorso è uscito per la casa editrice Mimesis il mio primo libro: "Intimi Universi. Un viaggio attraverso spazi, arredi e vissuti domestici".
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