28 February 2019

Parigi Fashion Week ai 2019-20: le più belle sfilate

Dior4

Dopo Milano, a chiudere in bellezza il mese delle sfilate autunno inverno 2019-20, arriva Parigi, con i suoi due assi da novanta: Dior e Yves Saint Laurent. Maison Dior, sotto la guida di Maria Grazia Chiuri, rende omaggio allo stile teddyboy, proponendo un mélange di influssi dandy, di elementi primi Novecento e di lontane reminiscenze al movimento stilistico statunitense Zoot Suit degli anni Trenta e Quaranta. Spesse gonne in lana ben strette in vita, cinturoni e molto tartan, sono questi gli ingredienti della nuova moda Dior, con qualche gonna in etereo tulle a fare da connessione fra questa e le sfilate precedenti, in cui centrale è stato il leggero universo della danza. Maria Grazia Chiuri riesce perfino nell’impresa di farci amare il cappello Bucket, ossia il cappello da pescatore, che sarà un vero e proprio must del prossimo inverno. La sfilata Yves Saint Laurent si chiude con una graditissima sorpresa: abiti décolleté e occhiali da sole i cui colori fluo si illuminano al buio per un effetto di assoluto stupore. La chiusura in bellezza arriva dopo una passerella segnata da giacche e cappotti dalle proporzioni aumentate, che creano una silhouette costruita. I volumi ampi e le spalle squadrate dei soprabiti sono bilanciati da trasparenze e nudità, le stesse che fecero scandalo nel 1971 quando Yves Saint Laurent lanciò l’indimenticabile collezione Scandale. Pragmatica e straniante è invece la moda firmata Maison Margiela che, per la prossima stagione, propone uno stile in cui il costruito gioca col decostruito e la morbidezza con la rigidità. Lo sguardo si sofferma sulle asimmetrie e sui tagli inabituali, cercando di comprenderne la logica, che è sfuggente e per questo attraente. Come se non bastasse, Martin Margiela si diverte a fondere e confondere i generi, per una moda assolutamente libera.


Irene Sartoretti
Sono nata nel 1982 a Perugia. Da sociologa, mi occupo di culture contemporanee. Ma siccome sono anche architetta, non potevo certo dimenticare l’estetica. Forse perché sono italiana di nascita e francese di adozione, mi trovo particolarmente a mio agio a parlare e scrivere di moda. Oltre a scrivere per il blog di Drezzy e altre riviste, mi occupo di marketing e insegno alla Scuola di Architettura di Strasburgo. L’anno scorso è uscito per la casa editrice Mimesis il mio primo libro: "Intimi Universi. Un viaggio attraverso spazi, arredi e vissuti domestici".
Su