25 July 2019

Gucci Manifesto: è la maschera la tendenza del momento

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La sfilata autunno-inverno 2019-2020 di Gucci è stata, fra le altre cose, un’interessante riflessione filosofica sul tema della maschera. La maschera, o meglio le maschere, che ciascuno di noi indossa quotidianamente, per nascondere i propri più segreti istinti, per adattarsi alle regole sociali e, in definitiva, per piacere. I modelli hanno sfilato col volto coperto, come in una versione rivista e corretta del Carnevale di Venezia. Maschere di tutti i tipi impedivano al pubblico di indovinarne il volto e perfino di sapere se a percorrere la passerella fossero uomini oppure donne. Il tema, che ha appassionato il pubblico della sfilata, è diventato ora oggetto di una capsule collection dagli accenti marcatamente streetwear : Gucci Manifesto. La collezione si compone di 3 capi, tutti in cotone: una t-shirt a maniche corte con collo rotondo, una felpa a maniche lunghe sempre a collo rotondo e una felpa con cappuccio. Tre sono le maschere stampate sui capi, che riprendono quelle che hanno sfilato a Milano e che sono la maschera del gatto, quella dell’alieno e la maschera metallica. The Mask as a cut between visibile and invisibile. Questa frase è presente, a commento, su ogni pezzo della collezione, che è stampato sia sulla parte frontale che su quella posteriore. In effetti, la maschera, spiega Alessandro Michele, il direttore creativo di Gucci, mostra e allo stesso tempo nasconde, in un gioco di ruoli e di identità dove vero e falso, visibile e invisibile, latente e manifesto si confondono. Felpe e t-shirt sono disponibili in rete e nei negozi monomarca, all’interno di appositi corner, in diverse varianti di colore, tutte con stampe a contrasto. Per il resto, i tagli sono oversize e i pezzi sono genderfree, ovvero sono pensati per essere indossati sia da lui che da lei.


Irene Sartoretti
Sono nata nel 1982 a Perugia. Da sociologa, mi occupo di culture contemporanee. Ma siccome sono anche architetta, non potevo certo dimenticare l’estetica. Forse perché sono italiana di nascita e francese di adozione, mi trovo particolarmente a mio agio a parlare e scrivere di moda. Oltre a scrivere per il blog di Drezzy e altre riviste, mi occupo di marketing e insegno alla Scuola di Architettura di Strasburgo. L’anno scorso è uscito per la casa editrice Mimesis il mio primo libro: "Intimi Universi. Un viaggio attraverso spazi, arredi e vissuti domestici".
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