18 February 2019

Gant festeggia 70 anni con 7 icone fashion

Gant

Buon compleanno Gant! Il marchio preppy per eccellenza compie, questo 2019, 70 anni e ha deciso di festeggiarli nel migliore dei modi. Per l’occasione, riediterà 7 grandi icone, una per ogni decennio. Riavvolgiamo per un attimo il nastro del tempo per ripercorrere la storia di Gant. Il brand è nato nel lontano 1949 nella East Coast, terra di cui sintetizza stilisticamente lo spirito. La sua moda si ispira al mondo delle confraternite universitarie e dei college disseminati nell’est americano, dove gli studenti vestono in modo confortevole e allo stesso tempo bon ton. Il brand è divenuto col tempo sinonimo di American Sportswear e molti dei suoi capi sono oggi dei pezzi immancabili nel guardaroba dei giovani statunitensi. Proprio a quei capi che hanno superato egregiamente la difficile prova del tempo senza minimamente perdere il proprio smalto, Gant ha deciso di dedicare il proprio anniversario. Spulciando nei propri archivi, ne ha scelti 7, ciascuno rappresentativo di un’epoca. Primo della serie, è la camicia Oxford Button Down col collo interamente abbottonato. Altro grande classico è il Club Blazer, che si ispira da vicino alle divise universitarie. Anche la polo Heavy Rugger e quella in tessuto piqué sono due imprescindibili icone firmate Gant, divenute capi per eccellenza del tempo libero. Altro pezzo iconico, che si ispira questa volta al mondo del baseball, è il giubbotto Teddy, che ha conosciuto il picco del successo fra gli anni Ottanta e Novanta e che oggi sta tornando agli onori delle cronache fashion. Ci sono poi i pantaloni Chino, anche loro intramontabili. Last but not least, c’è il maglione Cable Knit, ovvero a trecce, che ha scaldato l’inverno di generazioni di americani. 7 Decades, 7 Icons: è questo il nome della collezione anniversario di Gant, il cui lancio sarà accompagnato da una campagna pubblicitaria che ci porta dritti dritti nel mondo della Ivy League.


Irene Sartoretti
Sono nata nel 1982 a Perugia. Da sociologa, mi occupo di culture contemporanee. Ma siccome sono anche architetta, non potevo certo dimenticare l’estetica. Forse perché sono italiana di nascita e francese di adozione, mi trovo particolarmente a mio agio a parlare e scrivere di moda. Oltre a scrivere per il blog di Drezzy e altre riviste, mi occupo di marketing e insegno alla Scuola di Architettura di Strasburgo. L’anno scorso è uscito per la casa editrice Mimesis il mio primo libro: "Intimi Universi. Un viaggio attraverso spazi, arredi e vissuti domestici".
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