2 July 2019

Eau fraîche: fragranze indispensabili per l’estate

Escada

Addio profumi carichi e pesanti. La canicola è arrivata e, con essa, la voglia che una freschezza di sorbetto accarezzi dolcemente la pelle come un brivido. Parfum, eau de parfum, eau de toilette e le mille altre formule inventate dai profumieri per stregare l’olfatto, in questi infuocati giorni di inizio luglio, non fanno proprio per noi. Soprattutto se siamo in partenza per il mare e se abbiamo intenzione di far rosolare per ore in spiaggia la nostra pelle sensibile. Alcool e sole non sono affatto un buon binomio. Il rischio di irritazioni e macchie rosse è dietro l’angolo. Meglio evitare e lasciarsi tentare dalle eau fraîche. Frizzanti, fresche e leggere, le eau fraîche sono una profumata brezza che sublima la pelle. Il segreto di tanta freschezza sta nella bassa concentrazione di profumo e di alcool. Già solo dal nome, le eau fraîche fanno volare l’immaginazione. Tom Ford ha chiamato la sua delicata acqua estiva Eau de Soleil Blanc, un nome che evoca immediatamente lo splendore di un giorno estivo, dove l’aggettivo “bianco” appone il suo tocco glaciale. Miu Miu ha chiamato la sua eau fraîche Eau Rosée, come se fosse una goccia di rugiada mattutina che si posa su un petalo di rosa. Meno poetica, ma sicuramente più festiva è Miami Blossom di Escada: cocktail di note fruttate che esprime la stessa atmosfera elettrica che si respira nel Sud della Florida. Classica fra i grandi classici è invece l’Eau Fraîche di Dior, fragranza fresca e lievemente cipriata, racchiusa in un flacone dalle linee d’antan. Le sue delicate note di mandarino di Sicilia e di patchouli avvolgono la pelle in una piacevole nube esperidata. Per chi vuole una profanazione senza coloranti artificiali, c’è Eau de Vignes di Caudalie, una delicata acqua che ha gli stessi sentori di un giardino. Impossibile non amare le eau fraîche!


Irene Sartoretti
Sono nata nel 1982 a Perugia. Da sociologa, mi occupo di culture contemporanee. Ma siccome sono anche architetta, non potevo certo dimenticare l’estetica. Forse perché sono italiana di nascita e francese di adozione, mi trovo particolarmente a mio agio a parlare e scrivere di moda. Oltre a scrivere per il blog di Drezzy e altre riviste, mi occupo di marketing e insegno alla Scuola di Architettura di Strasburgo. L’anno scorso è uscito per la casa editrice Mimesis il mio primo libro: "Intimi Universi. Un viaggio attraverso spazi, arredi e vissuti domestici".
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