26 December 2018

Modella dell’anno 2018: Adut Akech

Adut Akech2

Quando Capodanno si avvicina è tempo di bilanci. Il miglior stilista dell’anno, l’accessorio più venduto dell’anno, l’abito che ha fatto più scalpore dell’anno… le classifiche nell’universo della moda si sprecano. Una delle più lette è sicuramente quella del sito Models.com che, all’avvicinarsi dell’ultima notte, elegge la modella dell’anno. Quest’anno a vincere l’ambito premio è Adut Akech, modella diciannovenne che non solo è uno dei volti imprescindibili di tutte le sfilate che contano, ma che è stata scelta anche per chiudere le passerelle più in. Insomma, non una qualunque. Chiudere un défilé vuol dire essere considerata la migliore. Per Chanel, la giovanissima top ha chiuso la sfilata autunno inverno 2018-2019 in uno splendido abito da sposa color verde pastello, un abito infuso di modernità, che niente aveva a che vedere con gli abiti bomboniera che siamo abituate a vedere per il giorno del sî. Oltre alla bellezza, a rendere speciale Adut Akech è la sua essenza cosmopolita. La modella è nata in Sudan, ha vissuto fino a 5 anni in Kenia per poi sbarcare in Australia con lo statuto di rifugiata. Scoperta a Sidney da una prestigiosa agenzia di moda, è volata a soli 17 anni a Parigi per la sfilata primavera estate di Yves Saint Laurent by Tony Vaccarello, stilista con cui la modella ha stabilito una profonda relazione d’amicizia. Ad accorgersi subito di lei al suo arrivo a Parigi è stato Karl Lagerfeld che l’ha eletta come una delle sue muse. Da Fendi ad Alexander McQueen, da Milano a Londra, in appena due anni, la modella ha collezionato sfilate su sfilate. La vittoria di Adut Akech è un segno importante perché mostra come la presenza di donne di colore si stia normalizzando all’interno del mondo dell’alta moda, stravolgendo canoni di bellezza ormai un po’ datati rispetto alle nostre società multietniche.

 

Irene Sartoretti
Sono nata nel 1982 a Perugia. Da sociologa, mi occupo di culture contemporanee. Ma siccome sono anche architetta, non potevo certo dimenticare l’estetica. Forse perché sono italiana di nascita e francese di adozione, mi trovo particolarmente a mio agio a parlare e scrivere di moda. Oltre a scrivere per il blog di Drezzy e altre riviste, mi occupo di marketing e insegno alla Scuola di Architettura di Strasburgo. L’anno scorso è uscito per la casa editrice Mimesis il mio primo libro: "Intimi Universi. Un viaggio attraverso spazi, arredi e vissuti domestici".
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