13 January 2019

Pitti uomo 95: la moda che verrà

Pitti Uomo 95

Da capitale del Rinascimento a capitale della moda maschile. È la metamorfosi che Firenze vive ogni anno a gennaio, quando va in scena Pitti Immagine Uomo, la più grande esposizione di abbigliamento maschile al mondo. Concentrate in un sol luogo, si possono vedere le future collezioni di centinaia di marchi da tutto il globo. Abiti luxury e capi street wear, savoir faire artigiano e innovazioni high-tech: non c’è niente che non si trovi al Pitti, in un vortice di stand superaffollati. E la sera, una volta che la Fortezza da Basso, dove ha sede l’esposizione, chiude i battenti, il divertimento si sposta altrove. Ad attendere gli ospiti di Pitti sono i party esclusivi in edifici storici, perché gli invitati possano rivivere, almeno per una notte, i fasti dell’epoca d’oro fiorentina. Barbour, K-Way, Colmar, Brunello Cucinelli… nessuno dei marchi che contano può mancare all’appuntamento. Ma andiamo con ordine, cominciando con la B di Barbour. Il marchio British quest’anno festeggia i suoi 125 anni e, per farlo in bellezza, ha svelato un poker d’assi: la versione rivisitata del suo celebre impermeabile cerato, il giubbotto nato dalla collaborazione col regista Ridley Scott e il nuovo capitolo della joint venture con il designer giapponese Daiki Suzuki. K-way ha invece presentato una collezione di capi da sci. Dalla pioggia alla neve, ora il brand, i fenomeni atmosferici, li copre tutti. Colmar, per la neve, lancia una linea di giubbotti dal sapore vintage. Il nome non mente: Originals by Originals nel senso di autentico ma anche di originale, perché con dei giubbotti così è impossibile passare inosservati. A chiudere in bellezza c’è il re del cachemire Brunello Cucinelli, che fra Umbria e Toscana gioca in casa, con il perfetto mélange di casual e di chic che caratterizza i suoi capi.


Irene Sartoretti
Sono nata nel 1982 a Perugia. Da sociologa, mi occupo di culture contemporanee. Ma siccome sono anche architetta, non potevo certo dimenticare l’estetica. Forse perché sono italiana di nascita e francese di adozione, mi trovo particolarmente a mio agio a parlare e scrivere di moda. Oltre a scrivere per il blog di Drezzy e altre riviste, mi occupo di marketing e insegno alla Scuola di Architettura di Strasburgo. L’anno scorso è uscito per la casa editrice Mimesis il mio primo libro: "Intimi Universi. Un viaggio attraverso spazi, arredi e vissuti domestici".
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