15 April 2019

Pinko Space Program: una collezione stellare

Pinko

Il primo uomo sulla luna è cosa vista e rivista. Perché allora sul satellite che orbita intorno alla terra non mandarci una donna? In occasione del cinquantenario dell’atterraggio sulla luna, Pinko ha lanciato una collezione la cui colorata estetica space age si ispira alla visione del futuro che il mondo aveva alla fine degli anni Sessanta. Condita con una buona dose di humour, la collezione si chiama Space Program ed è intrisa di science fiction d’antan. Protagonista è un’instancabile eroina che viaggia nel cosmo, come quelle che figuravano nei fumetti e nei cartoni animati realizzati all’indomani dell’atterraggio sulla luna. Armata fino ai denti ma senza rinunciare alla sensualità dei tacchi a spillo, la spaziale eroina immaginata da Pinko compare su t-shirt, abitini, minigonne e felpe, sia lunghe che crop, sia con cappuccio che senza. Impavida e avventuriera come poche, la bella eroina è raffigurata in posizione da combattente, nell’atto di cogliere di sorpresa dei pericolosi nemici che arrivano da lontane e sconosciute galassie. I tratti del suo viso e le sue tute colorate si ispirano alla grafica di Lawrence Stern Stevens, autore di fumetti di fantascienza che hanno marcato l’immaginario di un’epoca. La nuova capsule collection firmata Pinko si rivolge a tutte coloro che, nella vita, si sentono delle wonder woman e vogliono finalmente dimostrarlo al mondo anche con il loro stile. La collezione è dedicata anche a coloro che quando si vestono, in ogni outfit, amano metterci un pizzico di ironia, cosa che con l’estate calza più che mai a pennello. Oltre ai capi con stampe fumetto, della collezione fanno parte anche un paio di short e un giubbotto, entrambi in lamé. La tendenza lamé è una delle più in voga dell’estate, che, in un crescendo di capi e accessori, troveremo anche l’anno prossimo.


Irene Sartoretti
Sono nata nel 1982 a Perugia. Da sociologa, mi occupo di culture contemporanee. Ma siccome sono anche architetta, non potevo certo dimenticare l’estetica. Forse perché sono italiana di nascita e francese di adozione, mi trovo particolarmente a mio agio a parlare e scrivere di moda. Oltre a scrivere per il blog di Drezzy e altre riviste, mi occupo di marketing e insegno alla Scuola di Architettura di Strasburgo. L’anno scorso è uscito per la casa editrice Mimesis il mio primo libro: "Intimi Universi. Un viaggio attraverso spazi, arredi e vissuti domestici".
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