6 March 2019

Parigi Fashion Week 2019-20: chiusura in bellezza

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A chiudere la Parigi Fashion Week è stato anche quest’anno Chanel. Il brand di moda, da poco orfano di Karl Lagerfeld, ha stupito tutti con una scenografia degna dei migliori studios cinematografici: la ricostruzione di un villaggio innevato, con tanto di casette e alberi imbiancati dove hanno sfilato, come tante regine delle nevi, modelle avvolte in morbidi tessuti tweed e in ampi capi pied de poule. A chiudere la sfilata, una magica serie di abiti in bianco, l’ultimo dei quali indossato da una testimonial d’eccezione, Penelope Cruz, diventata ormai da una stagione il volto della maison. Incrostato di diamanti o ravvivato da svolazzanti piume, il total white firmato Chanel aggiungerà candida poesia al prossimo inverno. Da Givenchy, protagoniste sono le spalle, che sono ampie, costruite, talvolta spigolose, talvolta arrotondate, e che in ogni caso danno alla silhouette un’aria scolpita. Lavora attentamente su spalle e volumi anche Balenciaga, marchio che si è piazzato nel 2018 fra i più desiderabili e che prosegue senza temere battute d’arresto nel proprio trend di crescita. Confort, futuro e attenzione sartoriale: sono queste le tre parole magiche che fanno l’incantesimo di stile firmato Balenciaga. Gli outfit sono come un gioco ironico fatto sulle proporzioni del corpo femminile, che sembra dilatarsi a dismisura in corrispondenza delle spalle. La sfilata strizza l’occhio sia agli appassionati di street wear, grazie a piumini oversize, bomber, giubbotti in pelle e t-shirt, sia agli inguaribili amanti del caro e vecchio bon ton, che avranno anche loro di che gioire. Versatilità di stile e di occasione. Gli abiti da sera sono anche abiti da lavoro e viceversa, all’insegna di una praticità che piacerà sicuramente ai millennials. Miu Miu, la linea giovane di Prada, riporta invece in auge il camouflage ma lo fa in abbinamento a décolleté vezzose e romantiche trasparenze fiorite.


Irene Sartoretti
Sono nata nel 1982 a Perugia. Da sociologa, mi occupo di culture contemporanee. Ma siccome sono anche architetta, non potevo certo dimenticare l’estetica. Forse perché sono italiana di nascita e francese di adozione, mi trovo particolarmente a mio agio a parlare e scrivere di moda. Oltre a scrivere per il blog di Drezzy e altre riviste, mi occupo di marketing e insegno alla Scuola di Architettura di Strasburgo. L’anno scorso è uscito per la casa editrice Mimesis il mio primo libro: "Intimi Universi. Un viaggio attraverso spazi, arredi e vissuti domestici".
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