29 December 2018

Off White for Basquiat: la collezione stile arty

Off White

Il 2019 si aprirà in bellezza, con una capsule collection di quelle che lasciano il segno. A realizzarla è Off White, marchio rivelazione di questi ultimi anni che, sotto la geniale guida di Virgil Abloh, sforna una novità pirotecnica dopo l’altra. La capsule collection si ispira questa volta  all’universo di Jean Michel Basquiat, pittore americano dell’avanguardia popolare e della tendenza neo-espressionista statunitense, fra i primi fondatori del movimento underground. Sono sempre di più i marchi di moda che guardano all’universo dell’arte, saccheggiando, per così dire, l’opera di pittori come Frida Kahlo, Keith Haring e Andy Warhol, che sono una garanzia nel caso in cui si vogliano realizzare delle capsule collection di sicuro impatto. Off White dedica all’artista americano scoperto da Warhol una collezione dai pezzi monocromi e dai tagli semplici, su cui sono impresse le sue più famose opere. Su felpe, pantaloni, t-shirt, sneaker e sciarpe si ritrovano tutti i temi cari a Basquiat, come i personaggi scheletrici e i volti fatti di colori acidi che ricordano da vicino le maschere dell’arte primitiva. Si ritrovano anche, per la gioia degli appassionati di street wear, tutti gli elementi propri della vita di strada, come graffiti, macchine, grattacieli e poliziotti che l’artista dipingeva con tratto svelto e nervoso. Off White ha ripreso poi i disegni che si ispirano al mondo dell’infanzia, con le loro linee stilizzate e naïf. Oltre alle opere colorate, fra cui spiccano i collage, Off White ha scelto di riproporre anche quelle in bianco e nero, fatte interamente di scritte ammassate le une accanto alle altre, come fossero le firme dei writers sui muri newyorkesi. Per gli appassionati di Basquiat, questa collezione è un must have, per chi, invece, Basquiat non lo conosce è una bella occasione per scoprirlo, fuori dalle seriose sale dei musei.


Irene Sartoretti
Sono nata nel 1982 a Perugia. Da sociologa, mi occupo di culture contemporanee. Ma siccome sono anche architetta, non potevo certo dimenticare l’estetica. Forse perché sono italiana di nascita e francese di adozione, mi trovo particolarmente a mio agio a parlare e scrivere di moda. Oltre a scrivere per il blog di Drezzy e altre riviste, mi occupo di marketing e insegno alla Scuola di Architettura di Strasburgo. L’anno scorso è uscito per la casa editrice Mimesis il mio primo libro: "Intimi Universi. Un viaggio attraverso spazi, arredi e vissuti domestici".
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