11 February 2019

New York Fashion Week FW 2019-20 tendenze

Ralph Lauren

Una pioggia d’oro da Ralph Lauren, molta sobrietà da Tom Ford, una strizzata d’occhio agli anni Novanta da Tory Burch. Le sfilate autunno inverno 2019-2020 di questa Fashion Week newyorkese sono all’insegna dell’understatement. C’è un generale ritorno alla semplicità, che si esprime in linee sobrie e nell’imperversare di colori-non colori come il nero e il beige. Quest’ultimo, in tutte le sue infinite sfumature, è protagonista della sfilata di Nanushka, marchio giovane e alternativo cui i grandi non riescono a fare ombra. Qua e là sulle passerelle,  sbocciano accenni di street style a rinvigorire una settimana della moda che finora è ben lontana dagli eccessi. Gli stilisti sembrano essersi messi d’accordo per un ritorno nei ranghi, per aver detto addio ai colpi di testa, almeno per la prossima stagione fredda. Tutto è molto portabile, all’insegna della praticità e del funzionalismo. Form follows the function sembrano gridare i pantaloni in velluto lievemente svasati, i lunghi blazer pied-de poule e le camicie dal taglio classico che più classico non si può. E quando le linee sono semplici, tutto si gioca sui dettagli e sui materiali. Da Tom Ford, ogni outfit nasce dal sapiente mix di seta, velluto e satin. Da Ralph Lauren, gli outfit total white sono impreziositi da dettagli che sembrano essere stati rubati dal film Ufficiale Gentiluomo e le silhouette sobrie degli abiti da sera sono rese preziose dalla generosa presenza dell’oro, che gioca con il nero e con il bianco. Kate Spade e Tory Burch arricchiscono la semplicità delle forme, che sono fluide e scivolose, con qualche stampa, maculata oppure a fiori, senza mai sconfinare nel too much. Longchamp propone una ricca varietà di tessuti a stampa, con loghi, righe, fiori e pattern geometrici che ravvivano le lunghe gonne fluide da gitana oppure spezzano la basicità del nero.


Irene Sartoretti
Sono nata nel 1982 a Perugia. Da sociologa, mi occupo di culture contemporanee. Ma siccome sono anche architetta, non potevo certo dimenticare l’estetica. Forse perché sono italiana di nascita e francese di adozione, mi trovo particolarmente a mio agio a parlare e scrivere di moda. Oltre a scrivere per il blog di Drezzy e altre riviste, mi occupo di marketing e insegno alla Scuola di Architettura di Strasburgo. L’anno scorso è uscito per la casa editrice Mimesis il mio primo libro: "Intimi Universi. Un viaggio attraverso spazi, arredi e vissuti domestici".
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