30 October 2018

Miglior look per un colloquio di lavoro

Massimo dutti

Cosa mi metto? È questa la fatidica domanda prima di un colloquio di lavoro. Per rispondere, basta partire dall’obiettivo del colloquio: mettere in mostra le nostre capacità più che l’abito. Bando quindi a tutti quei pezzi e quegli accessori chiassosi che amiamo tanto portare nella vita di tutti i giorni, di quelli che sembrano urlare al mondo che siamo all’ultimo grido. Bisogna puntare piuttosto sulla semplicità. A risaltare saranno così il nostro volto e la nostra personalità. Un particolare di colore bianco è sempre il benvenuto, perché simboleggia ordine e pulizia. Il particolare in questione può essere una camicia ben stirata o, in estate, un sotto giacca, sempre che sia sobrio. Altra regola d’oro è il confort. Del resto, come diceva Audrey Hepburn, la comodità è la precondizione dell’eleganza. Prediligere quindi tessuti naturali che lasciano traspirare la pelle e capi comodi più che abitini strizzati ci permetterà, durante il fatidico momento del colloquio, di essere spontanee e di apparire davanti ai nostri interlocutori sicure di sé e a nostro agio, qualità molto apprezzate. Non dovremo insomma preoccuparci continuamente di tirar giù il top troppo corto o di sistemare la gonna e potremo puntare tutto su quello che abbiamo da dire. Per evitare l’effetto troppo serioso, che può spaventare, si può optare per un completo giacca pantalone, però spezzato, ad esempio con parte superiore nera e parte inferiore beige, il tutto condito da una cintura e da una borsa a mano dalle forme lineari. Si apparirà così affidabili ma rilassate, eleganti e insieme pratiche. Sempre per dare un effetto di equilibrio è bene prediligere colori naturali. Colori fluo e fantasie optical sono da evitare. Un ultimo consiglio è quello di informarsi se nel posto in cui si vuole lavorare vige una sorta di dress code. Per il resto… in bocca al lupo!

 

Irene Sartoretti
Sono nata nel 1982 a Perugia. Da sociologa, mi occupo di culture contemporanee. Ma siccome sono anche architetta, non potevo certo dimenticare l’estetica. Forse perché sono italiana di nascita e francese di adozione, mi trovo particolarmente a mio agio a parlare e scrivere di moda. Oltre a scrivere per il blog di Drezzy e altre riviste, mi occupo di marketing e insegno alla Scuola di Architettura di Strasburgo. L’anno scorso è uscito per la casa editrice Mimesis il mio primo libro: "Intimi Universi. Un viaggio attraverso spazi, arredi e vissuti domestici".
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