7 January 2019

La stampa animalier, come indossarla

Blumarine

Sobria non lo è per natura. Indossandola, il rischio è di apparire un personaggio dei Flinstones oppure una femme fatale a cui neanche Jessica Rabbit potrebbe fare concorrenza. Stiamo parlando della stampa animalier, già vista più volte, nel 2018, sulle vetrine e indosso alle irriducibili della moda e che sarà all’apice del suo successo nell’anno appena iniziato. La stampa animalier ha infatti impazzato sulle principali passerelle p/e 2019, da Burberry a Longchamp, da Blumarine a Philosophy by Lorenzo Serafini. Come portare una delle stampe più difficili per non scivolare sulla buccia di banana del cattivo gusto? Abbinandola con pezzi sobri, rigorosamente monocolore. Per sdrammatizzare la femminilità felina di una camicia leopardata, il miglior abbinamento possibile è con un jeans, una sneaker e il gioco è fatto. Uno dei pezzi più critici del guardaroba si trasforma in un passe-partout, di quelli che si indossano tutti i giorni. Nel caso di una gonna pitonata, quello che più si addice è un pull o un top di un colore/non colore, come nero oppure bianco. Metteranno in risalto la vivace stampa della gonna e daranno vita a un insieme armonico, di quelli super-chic. Stessa cosa se si sceglie un pantalone animalier, sia esso un leggings oppure un modello fluido. Colori e forme degli altri pezzi che compongono l’outfit vanno dosati con grande attenzione, perché il risultato finale, dallo chic, non sconfini nello choc. Per equilibrare il tutto si può puntare su una camicia bianca oppure su una giacca di tailleur beige e, se proprio si vuole attirare l’attenzione, scegliere un sopra color blu elettrico o rosso vivo. Non solo abiti. La stampa animalier la ritroveremo anche su scarpe, borse e accessori. Dagli anfibi alle fasce per capelli passando per i collant e per le bag, la scelta non manca. L’importante, come sempre, è non mischiare troppe idee insieme.


Irene Sartoretti
Sono nata nel 1982 a Perugia. Da sociologa, mi occupo di culture contemporanee. Ma siccome sono anche architetta, non potevo certo dimenticare l’estetica. Forse perché sono italiana di nascita e francese di adozione, mi trovo particolarmente a mio agio a parlare e scrivere di moda. Oltre a scrivere per il blog di Drezzy e altre riviste, mi occupo di marketing e insegno alla Scuola di Architettura di Strasburgo. L’anno scorso è uscito per la casa editrice Mimesis il mio primo libro: "Intimi Universi. Un viaggio attraverso spazi, arredi e vissuti domestici".
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