14 January 2019

Fila Fjord: la misura della perfezione

Fila

Pitti Uomo 2019. Da un lato c’è Fila, marchio che dopo anni d’oblio è tornato a splendere sotto la guida dell’imprenditore sud-coreano Gene Yoon. Dall’altro lato c’è lei, Astrid Andersen, stilista danese il cui cognome e il cui Paese d’origine sono gli stessi del celebre scrittore di racconti fantastici. Dalla collaborazione della stilista con il marchio di abbigliamento sportivo non poteva non nascere una collezione che è una fiaba, che va oltre lo street-wear, oltre la perfezione, oltre tutto quello che abbiamo visto fin qui. Fjord: si chiama così la nuova linea haute-de-gamme firmata Fila. Una linea che prende il meglio del savoir faire sartoriale italiano per fonderlo con gli influssi nordici, fatti di linee epurate, al limite del concettuale. La misura della perfezione: lo slogan che accompagna il lancio della collezione esprime bene la filosofia che la sottende. Lo streetwear ha ormai saturato il mercato. Fila ci mostra come questa tendenza sempre più pervasiva, invece che richiudersi su sé stessa, possa evolvere, trasformandosi in qualcosa di nuovo, che unisca lo sport ai tagli sartoriali, la morbidezza dei materiali naturali alle performance dei tessuti high-tech e, ancora, il lusso alla purezza funzionale. Lunghe cappe in cachemire sono abbinate a pantaloni in jersey da palestra. A impreziosire outfit fatti di felpe e di tute ci sono raffinati cappotti dalla manifattura artigianale e giacche in stile tailored dalle linee minimali. Le forme di capi e accessori richiamano uno stile di vita che batte all’unisono con la natura, quella immensa, sublime e maestosa dei fiordi norvegesi. L’ispirazione arriva dalla natura ma anche architettura, quella poeticamente funzionale del mondo scandinavo, che fa della semplicità estrema la più fine delle arti. L’ingresso di Fila nel mondo della moda premium è di quelli che non si scordano.


Irene Sartoretti
Sono nata nel 1982 a Perugia. Da sociologa, mi occupo di culture contemporanee. Ma siccome sono anche architetta, non potevo certo dimenticare l’estetica. Forse perché sono italiana di nascita e francese di adozione, mi trovo particolarmente a mio agio a parlare e scrivere di moda. Oltre a scrivere per il blog di Drezzy e altre riviste, mi occupo di marketing e insegno alla Scuola di Architettura di Strasburgo. L’anno scorso è uscito per la casa editrice Mimesis il mio primo libro: "Intimi Universi. Un viaggio attraverso spazi, arredi e vissuti domestici".
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