1 November 2018

Barbour x Margarett Howell: la capsule collection

Barbour 2

Tempo di pioggia uguale tempo di Barbour. Solo che quest’anno c’è una novità. A scuotere il torpore autunnale e illuminare il firmamento della moda c’è una nuova capsule collection. No, non l’ennesima capsule collection, dallo stile effimero come una meteora ma qualcosa di sobrio, classico e senza tempo, da comprare oggi e da portare tutta la vita. Lo storico marchio britannico Barbour, celebre nel mondo per i suoi giubbotti impermeabili, si è unito a Margarett Howell, stilista anch’essa britannica che sta dietro all’omonimo brand di moda, un marchio nato nel 1970 che propone abiti dall’estetica minimal, funzionale e androgina, a metà strada fra l’intramontabile classico e l’ultra contemporaneo. Entrambi i marchi interpretano, ciascuno a sua maniera, lo spirito British, uno spirito fatto di eleganza e di praticità. Altra cosa che hanno in comune i due marchi made in Britain è il gusto per la durevolezza. Acquistare un capo Margarett Howell oppure Barbour significa acquistare un capo da portare per sempre, la cui estetica non passa mai di moda e i cui materiali resistono come pochi altri al tempo e all’usura. Del resto, Barbour è nato nel lontano 1894 per vestire in modo confortevole i pescatori con abiti che non temessero né la pioggia né il freddo né le condizioni più estreme. Due marchi così è naturale che prima o poi collaborassero insieme e soprattutto che lo facessero con risultati eccellenti. La capsule collection Barbour for Margarett Howell si compone di un’incerata con cappuccio, disponibile in versione sia lunga con cintura che corta, e di un poncho color verde oliva. Tutti e tre i capi sono perfetti per chi sposa un’estetica mannish, fatta di tagli maschili, di forme epurate e di tinte naturali. La capsule collection è disponibile da oggi sia nei negozi che su internet. Non resta che fare click per aggiudicarsela!

Irene Sartoretti
Sono nata nel 1982 a Perugia. Da sociologa, mi occupo di culture contemporanee. Ma siccome sono anche architetta, non potevo certo dimenticare l’estetica. Forse perché sono italiana di nascita e francese di adozione, mi trovo particolarmente a mio agio a parlare e scrivere di moda. Oltre a scrivere per il blog di Drezzy e altre riviste, mi occupo di marketing e insegno alla Scuola di Architettura di Strasburgo. L’anno scorso è uscito per la casa editrice Mimesis il mio primo libro: "Intimi Universi. Un viaggio attraverso spazi, arredi e vissuti domestici".
Su