25 February 2019

Milano Fashion Week ai 2019-20: ultimo atto

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Black is back. La sfilata di Giorgio Armani che, come ogni anno, chiude la Milano Fashion Week, ha riportato quest’anno in auge il nero. Bando a tutti gli altri colori, tranne il blu, un blu intenso e magnetico come quello del momento magico in cui il giorno incontra la notte. Rhapsody in blue è il titolo di una collezione misurata, come è nelle corde del re della moda italiana. Protagonisti indiscussi sono il velluto e la seta, il morbido e il traslucido, che vanno a comporre completi giacca pantalone dalle forme fluide, con qualche elemento dalle geometrie impeccabili a riportare l’outfit nelle righe. Dolce & Gabbana rubano dal guardaroba di lui giacche doppio petto, panciotti, smoking, cravatte, papillon, cappelli a cilindro e lunghi mantelli per farne strumenti di seduzione femminile. Ai look maschili, i due stilisti siciliani alternano abiti baby doll completati da vestaglie in lucida seta, pompose gonne a fiori, opulenti broccati e dettagli a stampa leopardata, tutti motivi che permettono di creare un legame fra questa e le precedenti collezioni. Rosso fuoco è la passerella di Philosophy by Lorenzo Serafini, dove sfilano il lucore scivoloso della seta, la profondità di spacchi che fendono lunghi abiti sottoveste e la magia di eteree trasparenze. Il tutto, nella sua semplicità, dà vita a uno stile romanticamente languido, che evoca un mondo fatto di party e di serate intime. Funzionale e da giorno è invece la moda di Salvatore Ferragamo che, per la prossima stagione fredda, propone lunghe tute da lavoro in lana oppure in pelle. Del resto, la lavorazione del cuoio è la specialità della maison fiorentina. Total look a stampa e tanto colore per l’altra maison di moda nata all’ombra della cupola di Brunelleschi: Roberto Cavalli. Il brand propone una moda dai colori più che mai accesi e dalle forme fluide, che accompagnano divinamente la silhouette.


Irene Sartoretti
Sono nata nel 1982 a Perugia. Da sociologa, mi occupo di culture contemporanee. Ma siccome sono anche architetta, non potevo certo dimenticare l’estetica. Forse perché sono italiana di nascita e francese di adozione, mi trovo particolarmente a mio agio a parlare e scrivere di moda. Oltre a scrivere per il blog di Drezzy e altre riviste, mi occupo di marketing e insegno alla Scuola di Architettura di Strasburgo. L’anno scorso è uscito per la casa editrice Mimesis il mio primo libro: "Intimi Universi. Un viaggio attraverso spazi, arredi e vissuti domestici".
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