23 February 2019

Da Prada a Marni: do you speak fashion?

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Prosegue la Milano Fashion Week autunno inverno 2019 2020 sulla scia del romanticismo militare di Prada, che ingentilisce il funzionalismo dei capi dallo stile work wear e la durezza delle divise militari con la dolcezza dei fiori e con la delicata trasparenza dei pizzi. La nuova sfilata di Miuccia Prada è una riflessione politica sull’epoca di conflitto in cui viviamo, con un anelito di speranza racchiuso nello sbocciare dei fiori. In casa Pucci imperversa lo stile optical, il cui vigore è smorzato dalla diafana presenza di tessuti trasparenti per venire subito poi  acceso dai bagliori lunari di tessuti metallici blu e argento. Iperfemminile è la donna firmata Blumarine, che passa dal pizzo alle trasparenze ai tessuti fioriti e alle stampe maculate con spensierata disinvoltura. Una moda, quella di Rossella Tarabini, che vede la vie en rose. Non si fa mancare niente Donatella Versace,  i cui outfit subiscono gli influssi più svariati, da quelli bondage, ben espressi dai reggiseni stile fetish a vista, a quelli dei salotti borghesi, espressi dal profluvio di pellicce e di aristocratici capi in tweed, il tutto condito da pezzi funzionali e da una spinta sensualità, che in una passerella Versace non può mancare. Con Etro si viaggia, dalla Scozia alla Persia fino alle Ande. La sfilata del marchio reinterpreta i tessuti tradizionali di ogni parte del mondo, dal confortevole Principe di Galles, ai sontuosi tessuti mediorientali con cui sono realizzate cappe che sembrano tappeti persiani oppure abiti ricamati come quelli delle Mille e una Notte. Da Marni c’è tanto tessuto check, che lo stilista reinventa attraverso continui richiami all’arte povera. Rosso, bianco, nero, grigio e arancione sono i colori di una passerella che vede protagonisti abiti destrutturati che sembrano unire un antico passato a un futuro lontano.


Irene Sartoretti
Sono nata nel 1982 a Perugia. Da sociologa, mi occupo di culture contemporanee. Ma siccome sono anche architetta, non potevo certo dimenticare l’estetica. Forse perché sono italiana di nascita e francese di adozione, mi trovo particolarmente a mio agio a parlare e scrivere di moda. Oltre a scrivere per il blog di Drezzy e altre riviste, mi occupo di marketing e insegno alla Scuola di Architettura di Strasburgo. L’anno scorso è uscito per la casa editrice Mimesis il mio primo libro: "Intimi Universi. Un viaggio attraverso spazi, arredi e vissuti domestici".
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