22 February 2019

Benetton alla Milano Fashion Week 2019-20

Benetton

Colorata, ludica, dissacrante. La moda firmata Benetton ha fatto quest’anno capolino fra i grandi della Fashion Week milanese, con la sua prima, caleidoscopica sfilata. Dopo anni difficili, la casa di moda italiana ha deciso di rilanciarsi e lo ha fatto in grande stile. La sfilata, ironica e arlecchinesca, mette un punto allo stile basico e poco connotato degli ultimi anni. Per il rilancio, è stato chiamato Jean-Charles de Castelbajac, designer e stilista dalle spiccate doti grafiche e dal tratto gioioso. Insomma, proprio quello che ci voleva per scuotere il marchio made in Italy in lento declino e renderlo di nuovo il tanto incisivo United Colors of Benetton degli anni Ottanta e Novanta. Tinte vivaci, tricot multicolore e tanti loghi in formato maxi: la collezione ha tutto quello che serve per piacere ai millennials. Fra i pezzi che hanno suscitato un mormorio di wow dalla prima all’ultima fila di spettatori, ci sono i piumini con i colori dell’arcobaleno, da portare con stivali in nylon morbidamente imbottiti. Al colore e alla fantasia non c’è limite, sembra gridare ogni singolo outfit che compare in passerella. A rendere il cocktail di stile ancora più gioiosamente esplosivo ci sono le icone pop, come topolino e peanuts, che occhieggiano, simpatiche, allegre e naïf,  da t-shirt e maglioni. Non potevano poi mancare i messaggi ecologisti, che fanno pendant con l’epoca in cui stiamo vivendo. Inviti a riciclare e a prendersi cura della terra regalano alla sfilata un tocco etico. La collezione autunno inverno 2019 segna una nuova strategia per il marchio Benetton. In negozio e su internet, a partire dalla prossima stagione, ci saranno due tipi di abbigliamento: uno sartoriale, composto da capi haute-de-gamme dal carattere graffiante e l’altro fatto da capi molto accessibili, come le classiche t-shirt.


Irene Sartoretti
Sono nata nel 1982 a Perugia. Da sociologa, mi occupo di culture contemporanee. Ma siccome sono anche architetta, non potevo certo dimenticare l’estetica. Forse perché sono italiana di nascita e francese di adozione, mi trovo particolarmente a mio agio a parlare e scrivere di moda. Oltre a scrivere per il blog di Drezzy e altre riviste, mi occupo di marketing e insegno alla Scuola di Architettura di Strasburgo. L’anno scorso è uscito per la casa editrice Mimesis il mio primo libro: "Intimi Universi. Un viaggio attraverso spazi, arredi e vissuti domestici".
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