24 January 2019

Valentino Haute Couture alla Parigi Fashion Week pe 2019

Valentino

Chiusura non poteva essere più magnifica. Valentino, sotto la guida di Pierpaolo Piccioli, ha sfilato per ultimo, come da tradizione, alla Parigi Fashion Week Haute Couture primavera estate 2019. La collezione è fresca e deliziosa, come un giorno di maggio fra i fiori di un giardino lussureggiante. Protagonisti sono i colori, non solo degli abiti ma anche delle modelle. È il corpo stesso che diventa colore dialogando con le nuance dei tessuti. Con queste parole Pierpaolo Piccioli ha commentato la scelta delle modelle. Il cast è in effetti fra i più vari di tutta la Fashion Week parigina e ha visto la partecipazione, fra le altre, della diafana Natalia Vodianova, della filiforme Liya Kebede, della giunonica Naomi Campbell e di Adut Akech, che ha aperto la sfilata con volto e décolleté coronati da un rigoglioso mazzo di rose scolpito nel satin. Poi è un tripudio di fiori, fiori di tutti i tipi, ricamati, dipinti, applicati, stampati, scolpiti nel tessuto. Non c’è maniera in cui i fiori non siano stati declinati. Meravigliosi gli abiti con eteree corolle in chiffon, come sospese nell’aria, oppure le ampie vesti dai volumi più che generosi con enormi, caleidoscopici fiori stampati. E se gli abiti sono fioriti, i volti sono vere e proprie corolle, grazie ai colorati petali applicati sulle ciglia e intorno agli occhi delle modelle. Sfilano poi gli abiti colorblock, dalle tinte accese e gioiose ma sempre armoniose. Oltre agli abiti, sfilano i completi giacca pantalone, quintessenza di un lusso easy, quel lusso fatto di ricchezza dei materiali e di semplicità nelle forme, che sono morbide e cadenti e che si indossano con piacere estremo. E ora che la Haute Couture ha chiuso i battenti, il prossimo appuntamento è a New York, dall’8 al 16 febbraio per le sfilate autunno/inverno 2019-2020. Noi ci saremo, e voi?


Irene Sartoretti
Sono nata nel 1982 a Perugia. Da sociologa, mi occupo di culture contemporanee. Ma siccome sono anche architetta, non potevo certo dimenticare l’estetica. Forse perché sono italiana di nascita e francese di adozione, mi trovo particolarmente a mio agio a parlare e scrivere di moda. Oltre a scrivere per il blog di Drezzy e altre riviste, mi occupo di marketing e insegno alla Scuola di Architettura di Strasburgo. L’anno scorso è uscito per la casa editrice Mimesis il mio primo libro: "Intimi Universi. Un viaggio attraverso spazi, arredi e vissuti domestici".
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