12 September 2018

Oscar de la Renta alla New York Fashion Week s/s 2019

Oscar de la Renta

Sul rooftop degli Spring Street Studios di New York, Oscar de la Renta ha da poco presentato la collezione Spring Summer 2019. Sotto un cielo plumbeo che annuncia l’arrivo imminente dell’autunno, la collezione del marchio è stata come una sognante evasione in caldi mondi esotici. I due direttori creativi della maison, Laura Kim e Fernando Garcia, attraverso i loro abiti, è come se ci avessero portato in India, poi in Marocco, poi in Tailandia, poi ancora a Bali. Le modelle, fra cui spiccano le onnipresenti Gigi e Bella Hadid,  sono avvolte ora in ampi caftani che richiamano le tenute tradizionali magrebine, ora in gonne che evocano i variopinti sarong della Malesia, ora in fluidi pigiami in raso di seta dalle fantasie colorate. Gli abiti evocano, oltre a universi lontani, anche epoche distanti. Ogni pezzo nasce da un savoir faire artigianale. Sembra appena uscito da un antico telaio a mano, di quelli che oggi si trovano in mostra negli antichi villaggi. La collezione evoca uno stile di vita rilassato, quello di una donna curiosa che ama viaggiare e circondarsi dei piccoli piaceri della vita. Anche l’approccio all’abito da sera cambia, abbracciando un’idea di confort e di relax che gli sono tendenzialmente estranee. Colori e fantasie ci sono tutti. Dalle righe al patchwork fino agli scacchi passando per graziosi fiori che ricordano quelli delle ceramiche cinesi, Oscar de la Renta non si fa mancare nulla. Un profluvio di frange, fiocchi voluminosi e pom pom completa il tutto. Gli accessori, quanto a loro, sono piccole meraviglie. Una borsa ha la forma e i colori di un pappagallo, un’altra borsa, quella di un’elegante voliera retrô. E i sandali con lacci alla schiava sembrano di quelli artigiani cuciti a mano che si trovano nei souk, comodi da portare e meravigliosi da guardare.


Irene Sartoretti
Sono nata nel 1982 a Perugia. Da sociologa, mi occupo di culture contemporanee. Ma siccome sono anche architetta, non potevo certo dimenticare l’estetica. Forse perché sono italiana di nascita e francese di adozione, mi trovo particolarmente a mio agio a parlare e scrivere di moda. Oltre a scrivere per il blog di Drezzy e altre riviste, mi occupo di marketing e insegno alla Scuola di Architettura di Strasburgo. L’anno scorso è uscito per la casa editrice Mimesis il mio primo libro: "Intimi Universi. Un viaggio attraverso spazi, arredi e vissuti domestici".
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