23 January 2019

Giambattista Valli Haute Couture incanta la Parigi Fashion Week

Valli

Dior, Chanel, Yves Saint Laurent. Sono loro i grandi protagonisti della Parigi Fashion Week primavera estate 2019. Ma ce n’è uno che quest’anno ha incantato più di tutti, quel più che fa sì che il ricordo dei suoi abiti volteggi nella mente, trasformandosi pian piano in desiderio irrefrenabile. Lui è Giambattista Valli, stilista che da 14 anni è alla guida dell’omonimo marchio e che è conosciuto come il Valentino della sua generazione. Voluminose, felliniane, oniriche: le sue creazioni. La sfilata si gioca tutta sulle volumetrie degli abiti, che sembrano ispirarsi al sognante mondo di Alice nel Paese delle Meraviglie, un mondo dove le proporzioni si alterano in un crescendo di strati di tulle e di sete rigide, gonfie come palloni. Le maniche sono a mongolfiera, i fiocchi sono in formato gigante, le rouche sono scolpite tridimensionalmente. Giambattista Valli riesce però nell’impresa di non appesantire la figura femminile, facendone apparire le fine gambe sotto ai lunghi strascichi o lasciandone trasparire la silhouette, sottile e delicata, al di sotto di tessuti rigidi, ma impalpabili. Il risultato è un senso dell’equilibrio e allo stesso tempo del forte impatto visivo, due opposti che in Giambattista Valli convivono, sublimati da giochi di asimmetrie, di pieni e di vuoti. Le figure sono teatrali, come fossero delle opulente Carmen che entrano in scena all’opera ma la loro aura barocca riesce a essere allo stesso tempo sobria, a tratti quesi concettuale.  Ad affascinare della collezione, sono anche i cappelli da Derviscio, che fanno volare la fantasia verso mondi lontani, o i dettagli rinascimentali, che ci rinviano anch’essi lontano ma questa volta nel tempo più che nello spazio. Gli abiti sono senza tempo né luogo, sospesi fra le epoche e le culture, come dovrebbero essere gli abiti di haute couture, ossia un sogno, un gesto, un’espressione eterni.


Irene Sartoretti
Sono nata nel 1982 a Perugia. Da sociologa, mi occupo di culture contemporanee. Ma siccome sono anche architetta, non potevo certo dimenticare l’estetica. Forse perché sono italiana di nascita e francese di adozione, mi trovo particolarmente a mio agio a parlare e scrivere di moda. Oltre a scrivere per il blog di Drezzy e altre riviste, mi occupo di marketing e insegno alla Scuola di Architettura di Strasburgo. L’anno scorso è uscito per la casa editrice Mimesis il mio primo libro: "Intimi Universi. Un viaggio attraverso spazi, arredi e vissuti domestici".
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