12 November 2018

Rains: zaini come se piovesse

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Il dilemma dello zaino è fra i più conosciuti da tutte le fashion victims, sia uomini che donne: estetica o funzionalità? Ma c’è di peggio: abbiamo appena scelto uno zaino che ci piace ma che è adatto a una sola tenuta. Il resto del tempo, dobbiamo sopportare gli sguardi di coloro che ci incontrano per strada mentre camminiamo con uno modello street style abbinato a vestiti rigorosamente bon ton oppure, al contrario, con un grazioso modello bling bling a completare un look grunge. Da qualche anno, i designer danesi di Rains hanno cercato la risposta che permettesse di uscire dall’impasse…e l’hanno trovata. La risposta è: zaini dallo stile neutro curati nel minimo dettaglio, che prendono il meglio dello stile del ragazzo londinese che consegna le pizze fino ad arrivare a sostenere la competizione con i modelli haute-de-gamme. La chiave? La gomma, un materiale comodo, impermeabile e che si presta a una creatività easy e insieme rigorosa. Gli zaini sono di tanti tipi diversi ma ogni modello porta la firma di una comune ispirazione, che possiamo riassumere con questo ossimoro: sofisticazione semplice. Molti degli zaini sono monocromi ma si possono trovare anche interessanti associazioni di blu notte e bordeaux, arancione e kaki oppure nero e beige, oppure ancora (come nel caso del Back Pack Mini) una combinazione tricolore, di quelle che da sole valgono l’acquisto. L’ultimissima collezione presenta anche trasparenze che vengono ad aggiungersi al piacevole ventaglio di sensazioni visive. Scolpiti dalla pioggia stessa, è l’idea fondatrice di ogni creazione Rains: zaini ma anche borse, impermeabili oppure piccoli accessori con cui amare la pioggia. Un’estetica fondata sulla funzione è un classico ma la funzione in questo caso è una precipitazione: vivere la pioggia come un piccolo mostro simpatico, che, improvvisamente, smette di essere una seccatura per trasformarsi in una bella sorpresa. Singing in the Rain. E se fosse questa la canzone tecnico romantica di questo autunno?


Irene Sartoretti
Sono nata nel 1982 a Perugia. Da sociologa, mi occupo di culture contemporanee. Ma siccome sono anche architetta, non potevo certo dimenticare l’estetica. Forse perché sono italiana di nascita e francese di adozione, mi trovo particolarmente a mio agio a parlare e scrivere di moda. Oltre a scrivere per il blog di Drezzy e altre riviste, mi occupo di marketing e insegno alla Scuola di Architettura di Strasburgo. L’anno scorso è uscito per la casa editrice Mimesis il mio primo libro: "Intimi Universi. Un viaggio attraverso spazi, arredi e vissuti domestici".
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