4 January 2019

tendenza gioielli pe 2019

Versace

Se negli ultimi anni la tendenza bijou è stata quella del less is more, ora, finalmente, possiamo permetterci di esagerare. La stagione primavera estate 2019 si annuncia essere la stagione dei gioielli, ma solo di quelli opulenti, chiassosi, coloratissimi, da mixare e sovrapporre fra loro per creare composizioni ricche di elementi all’insegna del more and more and more. Al collo, ai polsi e perfino alle caviglie, porteremo collane, braccialetti e altri monili che uniscono oro giallo, pietre colorate e svolazzanti piume in un tutt’uno. Tante catene con altrettante medaglie d’oro come fossero dischi solari illumineranno i nostri décolleté, come visto sulle passerelle di Versace. Alle orecchie porteremo dei grandi ear cuff, come quelli disegnati da Mugler, che ci faranno sembrare delle dee appena arrivate in terra da universi lontani. Non c’è più niente che non possiamo permetterci. Possiamo regalarci un’aura tribale, indossando grandi orecchini che sembrano scolpiti da fabbri d’altri tempi e d’altre culture. Possiamo impreziosire un outfit semplice indossando un profluvio di pietre grezze, come quelle dei bracciali di Giambattista Valli, ispirati al mondo delle gemme zodiacali e della cristalloterapia. Possiamo portare addosso il mare e le sue lunghe spiagge scegliendo gioielli con grandi e piccole conchiglie, quando siamo in vena di sognanti evasioni. Per cambiare, possiamo abbracciare un’estetica industriale, scegliendo gioielli fatti di materiali poveri, come le spesse catene proposte da Paco Rabanne. Forme e materiali futuristici, da un lato, come quelli dei gioielli Balmain. Riferimenti vintage e a mondi lontani, dall’altro, come quelli delle collane torque, riprese dal leggendario mondo dei celti e reinterpretate in chiave leziosa da Miu Miu. E anche con i capelli possiamo giocare all’infinito, indossando fasce e cerchietti gioiello abbelliti da strass e fiocchi colorati. Quest’anno non ci sono limiti alla fantasia.


Irene Sartoretti
Sono nata nel 1982 a Perugia. Da sociologa, mi occupo di culture contemporanee. Ma siccome sono anche architetta, non potevo certo dimenticare l’estetica. Forse perché sono italiana di nascita e francese di adozione, mi trovo particolarmente a mio agio a parlare e scrivere di moda. Oltre a scrivere per il blog di Drezzy e altre riviste, mi occupo di marketing e insegno alla Scuola di Architettura di Strasburgo. L’anno scorso è uscito per la casa editrice Mimesis il mio primo libro: "Intimi Universi. Un viaggio attraverso spazi, arredi e vissuti domestici".
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